Warning: include(html/com_content/archive/function.php): failed to open stream: No such file or directory in /web/htdocs/www.mauriziomazzotta.it/home/templates/ifreedom-fjt/index.php on line 60 Warning: include(html/com_content/archive/function.php): failed to open stream: No such file or directory in /web/htdocs/www.mauriziomazzotta.it/home/templates/ifreedom-fjt/index.php on line 60 Warning: include(): Failed opening 'html/com_content/archive/function.php' for inclusion (include_path='.:/php5.3/lib/php/') in /web/htdocs/www.mauriziomazzotta.it/home/templates/ifreedom-fjt/index.php on line 60

La fase 2 di M. Rosaria Vetrugno

Categoria: Poetando

INTRODUZIONE - Il creativo e il corona virus

Si sa che l’individuo  creativo si comporta in modo differente dalle persone razionali. Per esempio rende problematica una situazione che non lo è o al contrario tende a rendere semplice una situazione problematica. Tanto per cominciare il creativo accetta la condizione critica improvvisa, laddove l’individuo normale, piĂš razionale, se non sa risolverla si deprime. Maria Rosaria Vetrugno, nostra amica poetessa in lingua salentina, ha visto il positivo della cosiddetta FASE UNO  proprio quando la gran parte delle persone era insofferente, si lamentava  e malediceva non soltanto il corona virus ma anche chi ci teneva in prigione. Ed essendo stata bene nella FASE UNO dĂ  un suggerimento per  la fase DUE, quello di sostituire l’IO con il NOI

 

 

                                                     LA FASE 2 (Covid 19) di Maria Rosaria Vetrugno

 

 

 

Lu tiempu passa e ccangia ogne momentu                        Il tempo passa e cambia ogni momento

 

sta situazzione, stu tristu mmaletiempu,                    questa situazione, questo cattivo tempo,

 

ca mill’anni pare su ppassati                                         che sembra duri da mille anni

 

e tiaulu ci ddo misi poi su stati.                                          quando a malapena sono passati due mesi.

 

 

 

La ‘mergenza è ccalata ma, vuei ssai,                          L’emergenza è scemata ma penso

 

crisciu ca te moi nnanti suntu vvuai.                                   che da ora inizieranno i veri guai.

 

E quannu isciu te nanzi, a vuecchi pierti,                            E quando rivedo con la mente

 

tutti quanti ddri cristiani ca su mmuerti,                            coloro che hanno perso la vita,

 

 

 

iou me ddimmannu ci obblicatoriu era                        mi chiedo il perchĂŠ di tanta fretta

 

tutta sta pressa cu issimu te calera.                             nell’uscire dalla prigione,

 

Ca poi calera è stata cu stai ‘ccasa?                              Può essere mai una prigione la casa?

 

Senza tte tocca ceddri e ppuru asata                                  Laddove sei protetta e anche baciata

 

 

 

te la furtuna cu ssinti ‘ncora ja,                                    dalla fortuna di essere viva,

 

cosa ca nu bb’è stata, mammamia,                             cosa che non è stata, ahimè,

 

a tante e tante parti te st’Italia,                                     in altre parti di un’Italia

 

ca è scinucchiata e persa è tutta l’aria,                              che è stata messa in ginocchio,

 

 

 

a termine te ggiurni, a ppicca tiempu,                        nel giro di pochi giorni, in poco tempo,

 

senza cu sse ne ‘ccorge, a nnu momentu.                 senza accorgersene, in un momento.

 

Iou me rriognu ‘ddicu ca su stata                                        Io mi vergogno a dire di essere stata

 

intra sti misi a casa carcirata.                                       in questi mesi prigioniera in casa mia.

 

 

 

Si, me rriognu, iou nu haggiu tatu nienti,                   Si, mi vergogno perchĂŠ non ho fatto niente,

 

all’appellu nu mme mancane parienti,                       non ho perso alcun parente, 

 

mancu la morte haggiu ista iou cu ll’uecchi,              non ho neanche visto la morte con gli occhi,

 

ca se sape, ca ci nu rrij ll’ha tuecchi,                           poichĂŠ si sa, se non la si tocca,

 

 

 

mai e poi mai puei ccapire cc’è ssuccessu                   mai e poi mai si potrĂ  capire cosa sia successo

 

e quantu nnu probblema è statu ruessu.                   e quanto un problema sia stato grave.

 

Iou Ddiu haggiu ringraziatu, ogne matina,                 Io ho ringraziato Dio ogni mattina,

 

pe pprima cosa, si, sempre la prima.                           prima di tutto, si, prima di ogni cosa.

 

 

 

E giacchè me sta ttrou, la ticu tutta,                            E giacchĂŠ, la dico tutta,

 

lu stare ‘ccasa nu bb’era cosa bbrutta,                                lo stare in casa non è negativo,

 

ca a ci la casa nni ardora e bb’è nnu nitu,                   se la si considera un nido,

 

è comu nna vacanza intra nnu litu.                              Ă¨ come essere in vacanza su una spiaggia.

 

 

 

Ci vuei, cu amore, tantu ncete a ffare,                        Se vuoi, tante cose puoi fare, con amore,

 

difficilmente te pueti nujare,                                        difficilmente ci si annoia,

 

ci pe lla vita poi la faci e pe rispettu,                           se poi lo fai per la vita e per rispetto,

 

eccu ca ddenta comu nnu fiorettu.                              potrebbe assomigliare ad un fioretto.

 

 

 

Ma quiddru ca haggiu ttruatu cchiĂš ‘mportante,      Ma ciò che ho trovato piĂš importante,

 

‘mmienzu le cose ca puei ffare, tante,                         tra le cose da fare, tante,

 

ete ca aggiu turnata ‘ssu ppatruna                               Ă¨ che son tornata padrona

 

te tutte le ure mei, una pe una.                                    di tutte le mie ore, una per una.

 

 

 

Lu tiempu miu m’haggiu pijatu arretu,                        Mi sono ripresa il mio tempo,  

 

ca prima me vivĂŹa cu nnu rrivuetu,                               che prima vivevo vorticosamente,

 

nna pressa, nfucamientu e mmena, mena,                 con una fretta e una velocitĂ 

 

ca ci nci pensu me fazzu quasi pena.                            che a ripensarci mi faccio quasi pena.

 

 

 

Lu tiempu, si, ddra bbeddra dimensione,                   Il tempo, si, quella bella dimensione,

 

ca himu trattata fiacca e mò è staggione                    che abbiamo maltrattato e che è il momento

 

ca ale la pena ‘rriscoprimu ntorna,                              di riscoprire nuovamente,

 

ca quannu ae, se sape, poi nu ttorna                           perchĂŠ una volta andato, non tornerĂ  piĂš.

 

 

 

E quannu te fiermi ‘ppiensi, ci rallienti,                       E quando ti fermi a pensare, e rallenti,

 

tannu te ccuergi ca nu ha capitu nienti.                      allora ti accorgi di non aver capito nulla.

 

 E mò ca è rriata la fase ddue, iou pensu,                     E ora che è arrivata la fase 2, io penso,

 

ja bb’essere nna fase te bbonsensu,                            che debba essere la fase del buonsenso,

 

 

 

invece la sta ttimu e ssu ssincera,                                 invece mi spaventa e son sincera

 

sta fase ddue ca nni parĂŹa chimera.                              questa fase 2 che tanto aspettavamo.

 

Si, la sta ttimu ca mò ci issimu ntorna,                         Si, mi spaventa perchĂŠ, una volta usciti,

 

te nueu zziccamu a fuscere e sse torna                        ricominceremo a correre e tornerĂ 

 

 

 

ddra smania ca nu fface raggionare                              quella smania che toglie la ragione

 

e ‘rrittu la paccĂŹa te po' purtare,                                    e che conduce dritto alla follĂŹa

 

ca, comu anelli te ‘ngranaggiu ca è mpacciutu,          e, come anelli di un ingranaggio impazzito,

 

nni ttruamu a fuscere, sia ca nienti mai himu utu.    ci comporteremo come se nulla fosse successo.

 

 

 

E invece, nu pputimu nu ppinsare                                 E invece, non possiamo non pensare

 

ca lu munnu ormai ete tuttu te cangiare,                    che il mondo sia tutto da rifare,

 

anzi, la veritĂ  è ca è ggiĂ  ccangiatu,                              anzi, la veritĂ  è che è giĂ  cambiato,

 

nienzi ete comu a pprima, è strafurmatu.                   niente è piĂš come prima, è tutto stravolto.

 

 

 

La fase ddue nu bb’ete fattu te ubbitienza,                 La fase 2 non è tanto un fatto di regole, 

 

no, quantu invece te bbonsensu e te cuscenza.          quanto di buonsenso e coscienza.

 

Imu bb’inire fore te nui stessi,                                        Dobbiamo uscire da noi stessi

 

ci ulĂŹmu rrisolvimu sti vvuai ruessi.                                se vogliamo uscire da grossi guai.

 

 

 

Comu ss’ha ffare…me chietiti ui?                                   Come fare…mi chiedete voi?

 

Provamu ‘ntantu ssostituimu “iou” cu “nnui”.            Iniziamo col sostituire “Io” con “Noi”.

 

  Fase 2

 

 

 

 

 

 

 

 

FreshJoomlaTemplates.com
L'utilizzo degli scritti e delle immagini di questo sito WEB è libero e gratuito.

Si rilascia l'autorizzazione per eventuali usi ma si fa obbligo, senza alcun compenso, di indicare nome
e cognome degli autori. ( Art. 10 DLGS 154/97 )