Simpatia e empatia

 

manimichelangelo 2         

 

 

  Simpatia e empatia

       Per  mesi ho cercato di educare all’empatia un contadino che teneva il suo cane alla catena. Gli ho spiegato in tutti i modi che il cane vive le emozioni come le viviamo noi, gli ho spiegato perchĂ© e come accade. Lui diceva che aveva capito e mi assicurava: “Lo libero dottò, quando vengo a lavorare e mi trattengo qui in campagna”.   

Ma mi prendeva in giro. E ciò mi ha disturbato molto. L’altro giorno mi sono detto: qui ci vuole “l’empatia forzata” (un tipo di empatia che mi sono inventato lì per lì); adesso con un colpo di mano e col nastro adesivo lo immobilizzo, libero il cane e metto il contadino al posto del cane.  

Confesso, a volte penso strategie educative assai dure, però sono convinto che come cane sarebbe migliore quanto a capacitĂ  empatiche. 

Ora per evitare di dove immaginare altre empatie forzate, sento l’urgenza di spiegare una volta per tutte la differenza tra simpatia e empatia. Se prendiamo in considerazione l’origine delle due parole, la differenza è minima e rimaniamo confusi quando sentiamo gli esperti parlare di empatia.

Avere simpatia per qualcuno: per l’etimologia â€śsentire, emozionarsi = patos, insieme sin=con”. Provare empatia: per l’etimologia Ă¨ soffrire “dentro” (en), cioè essere in grado di provare la particolare condizione emotiva che sta provando l’altro.

Al di lĂ  della etimologia, nei dizionari si legge: avere simpatia significa avere attrazione e inclinazione istintiva verso persone o cose. Concretamente, significa essere orientato affettivamente verso un’altra persona al punto che se questa persona si è comportata in un modo che in genere non accetto, io sono portato a giustificarla; la simpatia implica un sentire positivo verso una determinata persona in quanto si avvertono affinitĂ  che possono essere di qualsiasi tipo. Avere delle simpatie, provare simpatia per qualcuno, è molto comune, quasi di tutti; ma è un rapportarsi con l’altro un po’ superficiale perchĂ© è la persona globalmente presa che ci attrae. La simpatia dunque parte da noi verso una persona ben precisasi può provare simpatia per una persona anche se non la conosciamo  o la conosciamo appena, come può essere per esempio un personaggio della politica, dell’arte, dello sport eccetera; la quale persona forse nemmeno ci conosce  o se ci conosce resta indifferente.

L’empatia riguarda invece una capacitĂ , quella di fare propria l’emozione dell’altro e in questo modo mettersi in comunicazione intensa con lui. Ma in questo caso l’Altro non è soltanto una persona particolare, l’Altro in realtĂ  sono tutti coloro con cui veniamo in contatto e che sono in condizioni di emotivitĂ , dolorosa o gioiosa. In noi nasce con l’andar del tempo la capacitĂ  di “mettersi nei panni dell’Altro”, di “ascoltarlo”; e chi si trova in contatto con una persona empatica, scopre di non essere solo (… aver compagno al duol, scema la pena, recita l’antico adagio).  Dunque l’Altro avverte il nostro sentire e si apre così un contesto comunicativo funzionale ad ambedue.

L’empatia per forza doveva svegliare l’interesse degli psicologi: gli studiosi hanno indagato sulle condizioni che permettono l’insorgere di un comportamento empatico; alcuni clinici hanno proposto l’empatia come strategia terapeutica.

Cosa c’è alla base di questa straordinaria capacità?

Le  indagini degli ultimi decenni hanno sottolineato che il soggetto empatico è soprattutto un individuo affettivo e emotivo, uno che sperimenta le emozioni e quindi le conosce e le comprende. E per questo gli è facile avvertirle negli altri.

Si capisce ora quanto è abissale la differenza tra simpatia e empatia. E si capisce anche perchĂ© io mi affannavo a parlare di emozioni al contadino e gli dicevo della sofferenza del cane e poi mettendolo al posto del cane volevo fargli capire la sofferenza dell’animale. 

E desidero perciò aggiungere che non siamo soltanto noi, esseri umani, a provare empatia per i nostri simili, alcuni animali come, per esempio i cani e gli scimpanzĂ©, sentono la sofferenza degli altri, anche del loro compagno umano. Ci sarebbe ora da raccontare le storie che hanno rivelato l’empatia negli animali e poi concludere sulle differenze tra uomini e animali quanto all’empatia…  Ma ovviamente mi fermo qui, riprendo il discorso soltanto se me lo chiedete espressamente.

 

 

 

 



 

 

QUESTIONARIO SULL'ASCOLTO 

 

Ma io ascolto davvero gli altri?

Prendere coscienza della propria disponibilità all'ascolto e del proprio modo di ascoltare gli altri è il primo passo per migliorare o modificare le capacità comunicative.

Come situazione da considerare pensa a una discussione tra amici su un qualsiasi contenuto che abbia una certa importanza per te.

Per l'autovalutazione si utilizza la scala da 1 a 4, dove 1 è il punteggio minimo e 4 il massimo.Segna con una crocetta il punteggio che ti assegni. Al termine unisci con una linea verticale i punteggi e avrai così il profilo delle tue capacità di ascolto.

Quando ascolto...

 

1 - Guardo chi mi parla

2 - sto attento e non interrompo

3 - seguo anche se non m'interessa

4 - ascolto senza giudicare chi parla

5 - aspetto il mio turno anche se non sono d'accordo

6 - evito di pensare subito a come contestare

7 - evito di indovinare ciò che stanno per dirmi

8 - medito su ciò che si dice anche se non è importante

9 - chiedo il significato delle parole che non conosco

10 - riesco a prestare attenzione a lungo

11 - riesco a seguire chi parla velocemente

12 - stimolo l'interlocutore a parlare con domande e gesti

13 - mi esercito per migliorare la mia capacitĂ  di ascolto

14 - so quali contenuti suscitano in me emozioni

15 - so cosa voglio ottenere ascoltando

 

Per distinguere alcune diverse capacitĂ  o livelli di capacitĂ  di ascolto considera che:

  • i primi 6 item ( o le prime 6 frasi) del questionario sono riconducibili alla disponibilitĂ  ad ascoltare, che è una capacitĂ  di tipo relazionale, piĂą soggetta alle variabili del contenuto del discorso e della persona che parla. Un punteggio massimo ( 20/24 ) in questi sei item indica una grande disponibilitĂ .
  • gli item 7-9 si riferiscono alla capacitĂ  di concentrazione;
  • gli item 10-13 si riconducono alle capacitĂ  tecniche dell' ascoltatore;
  • gli item 14 e 15 si riferiscono alla consapevolezza che abbiamo di noi stessi come ascoltatori.

Gli item da 7 a 15 sono riconducibili piuttosto agli aspetti cognitivi dell'ascolto e sono in ordine crescente di difficoltĂ .


 IMPORTANTE: se ti sei dato 4 a tutti gli item, sorvegliati… potresti aver barato! 

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