La fluidità

 

tartaruga

 

La fluidità e i blocchi emotivi

Avere il pensiero fluido, poter tirare fuori un'idea dopo l'altra, o una parola dopo l'altra o un segno o un gesto o un suono… chiaramente bisogna essere disinibiti.

Gli esercizi di fluidità sembrano stupidi ai ragazzi e agli adulti finché non si scoprono incapaci di lasciarsi andare.

Come si generano i blocchi emotivi?

All'origine potrebbe esserci una reazione circolare tra emozione e schemi ideativi di riferimento. Vediamo alcune di queste reazioni circolari e i blocchi che ne derivano.

· La preoccupazione di apparire diverso: quindi  il bisogno di uniformarsi agli altri  dà sicurezza. Dietro questo bisogno ci sono le convinzioni, da una parte che il gruppo sia infallibile, dall'altra che il "giocare con le idee", l'immaginare, il sognare a occhi aperti siano proprio dell'infanzia. E invece - molti psicologi sono d’accordo - proprio le persone più "mature" sono  capaci di tornare bambini, se ne sentono il bisogno, per poi riprendere, quando è necessaro, le responsabilità dell'adulto. 
· La dipendenza dagli altri, ossia la paura del giudizio degli altri, specie se sono adulti o hanno un ruolo importante. Oltre alle convinzioni di cui sopra dietro questa dipendenza c'è anche l'idea che l'autorità sia infallibile.
· La paura di affrontare una situazione nuova, ossia l'esigenza eccessiva delle certezze date dal conosciuto e dall'ovvio. Dietro potrebbe esserci l' abitudine a schemi rigidi di riferimento, per esempio la tendenza al "tutto o niente", quindi l'incapacità di notare le sfumature; ancora di più, la convinzione che solo l'esperienza del passato possa dettar legge e guidare gli uomini: non ci si rende conto che l'esperienza ha avuto una origine nella soluzione nuova di un problema; ancora: la scarsa abitudine alle situazioni problematiche, spesso conseguenza di una educazione che si preoccupa eccessivamente che i bambini e i giovani abbiano tutto, da cui deriva l'incapacità di porsi domande, di analizzare il problema, di percepire relazioni insolite tra oggetti, eventi e idee.
· L'ansia di dover risolvere un problema, ossia il senso di autoefficacia compromesso. Dietro, oltre a quanto detto sopra, c’è l'idea che ci si è fatti di sé come soggetto poco capace.
· La poca tensione verso l'oggetto, l’apatia, il non volersi impegnare nelle situazioni problematiche. Oltre a quanto detto sopra, la mancanza di allenamento a trasformare e a modificare.
· L'incapacità di lasciarsi andare e di fare esperienza con tutti i sensi. Dietro potrebbe esserci l'eccessiva fede nella logica, come unica in grado di far comprendere il mondo.

La fluidità è la capacità di produrre tante risposte, senza inibizioni di pensiero, la capacità di lasciare libero il pensiero nel dare risposte a uno stimolo-problema. Dunque è una capacità di produzione quantitativa.

Esistono diversi tipi di fluidità. Eccone alcuni sui quali, se volete, potete esercitarvi con i giochi che seguono.

Questa capacità di lasciare libero il pensiero e di produrre tanto si manifesta per esempio, nel modo più semplice e giocoso, quando siamo in grado di associare ad una parola tante parole.  In particolare questa si chiama fluidità associativa.
Ecco un esempio. Se qualcuno mi dice: "tira fuori tutte le parole che ti vengono in mente pensando alla parola tavolo". Io subito lascio libero il pensiero e dico: "sedia - scrivania - cattedra - banco - legno - tavolo da gioco - da disegno - quattro gambe..........." Ognuna di queste parole nasce nella mia testa per associazione con "tavolo". Dunque la fluidità associativa è la capacità di elencare più parole in relazione con una parola-stimolo.

La fluidità verbale si riferisce all’abilità di produrre rime, di identificare parole che iniziano con la stessa lettera, e la fluidità espressiva è l’abilità di inserire parole in uno schema di frasi già determinato con delle iniziali.


 

Esercizi e giochi per la fluidità associativa

Allenate la vostra fluidità associativa. Vi sembrerà un gioco da bambini e invece è un esercizio utile per sciogliere la capacità di associare. Ricordate che molte creazioni dell'uomo nascono dalla capacità di associare oggetti, eventi, idee. Scegliete una parola e scrivete su un foglio tutte le parole che vi vengono in mente pensando alla parola scelta.
Attenzione! Ogni volta stabilite un tempo di produzione: un minuto va bene. In seguito esercitatevi a produrre associazioni sempre più velocemente.


 

Esercizi e giochi per la fluidità nel linguaggio verbale

E’ necessario svegliare tutte le intelligenze dei giovani e dei meno giovani oppure dare loro la possibilità di esercitarsi nei vari linguaggi in cui l'uomo si esprime. Per ciascun linguaggio però occorre stimolare sia le capacità convergenti sia quelle divergenti. Ecco alcuni giochi di fluidità verbale.

- Data una lettera dell'alfabeto, in un tempo limitato, esprimere più frasi le cui parole inizino tutte con la lettera data. E' necessario stabilire prima quante parole deve avere ogni frase, se articoli e preposizioni sono compresi o esclusi, se le frasi possono essere anche senza senso (conviene le prime volte proporsi massima libertà, in seguito tutte le frasi dovranno avere un senso compiuto e per i primi esercizi si potrà utilizzare il dizionario).
Esempio. Lettera data: T - frasi di tre parole.
Frasi: (senza senso) "Tanto tuonò sul tavolo"
"Da tanto tempo che ti telefono"
- Date alcune lettere dell'alfabeto, in un tempo limitato, comporre più frasi le cui parole abbiano le lettere date come iniziali. E' necessario stabilire prima quante parole deve avere ogni frase, se articoli e preposizioni sono compresi o esclusi, se le frasi possono essere anche senza senso (come sopra).
Esempio. Frasi di cinque parole che abbiano queste iniziali: M.P.G.A.P.
Frasi: " Mi piace giocare a pallone "; “ Ma Paola grida a Palermo ”.
- Date alcune parole-stimolo (due o tre), inventare più frasi che le contengano. E' necessario stabilire prima se le frasi possono essere anche senza senso (come sopra).
Esempio. Parole-stimolo: ombrello-nonno.
Frasi: "Ho dato l'ombrello in testa al nonno", "Il nonno ha dimenticato l'ombrello”.

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