FILAST - ORCHE

 

 

 

Anno 2021 – agli AMICI

 

 

PER GLI AUGURI CHE VI FACCIO

 

Io vi penso in una strada

 

Dentro un campo di Provenza

 

Di lavanda profumata

 

E papaveri qua e là

 

 

 

Camminate e vi lasciate

 

Il ricordo di un’annata

 

Molto brutta in verità

 

Procedete costruendo

 

Un bagaglio di certezze

 

Che dovete accumulare

 

Perché proprio ciò che importa

 

È di credere in qualcosa

 

Non intendo nelle favole

 

MA NEL GIORNO CHE OCCUPIAMO

 

NELLE COSE CHE FACCIAMO

 

NEI VALORI IN CUI CREDIAMO

 

Questo è ciò che rende all’uomo

 

La sua grande umanità

 

Perché l’uomo tale e quale

 

La nutella non la mangia

 

La mattina a colazione

 

Né si affaccia dal balcone

 

Per predire cose insulse

 

l’uomo vero chicchessia

 

Operaio o grande esperto

 

Pensatore o maniscalco

 

Nella sua bottega fa

 

Il lavoro che ci occorre

 

Senza battiti di mani

 

Ma soltanto per un GRAZIE

 

Che gli arriva dalle teste

 

Della gente come lui

 

 

 

DICO QUESTO a tutti quanti

 

Siate liberi e felici

 

Fate in modo che gli amici

 

Non vi cantino le lodi

 

Siano invece a voi vicino

 

E vi stringano le mani

 

 

 

primi di gennanio dell'anno 2021

 

 

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per l’anno 2020

 

UN EVENTO IL NUOVO ANNO

QUESTO POI DEL VENTIVENTI
SEMBRA PROPRIO ILLUMINANTE

 

Non so scrivere poesie

Scrivo versi o poco più

Se volete mi ascoltate

Altrimenti ve ne andate

Voglio bene a tutti quanti

Questo è certo pure ai santi

Anche se non li conosco

E per questo vi dimostro

Quanti accolgo nel mio cuore

Voglio bene a chi è vicino

A chi viene da lontano

Al dottore e al contadino

Sono tutti amici miei

C’è chi proprio non sopporto

E divento ahimè, razzista!

È colui che è sì cretino

Che si lascia accalappiare

Dal politico di turno

Il dio Crono dai suoi sacchi 

Manda via le ore e i giorni 

Inflessibile e severo

Non si spera nei ritorni

Ecco dunque il tempo va

E per questo, amico caro

Il dovere che noi abbiamo

È pensare nel profondo

Delle cose rilevanti

Guai a fidarsi di qualcuno!

Senza chiedersi: è un cretino?

Un idiota un fannullone

O soltanto un ignorante

Come sempre presuntuoso?

Io lo so perché la gente

Non sa leggere il presente

          Non ricorda il già passato

          Né prevede il giorno dopo

Non si accorge, è quel che dico

Che una volta che hai sbagliato

Non si può più rimediare

È il dio Crono a comandare

Stiamo attenti per favore

Meditiamo quale male

È minore di quell’altro

Molte volte qui da noi

Sono andati a governare

Gente pure incompetente

Gente che proprio in realtà

Cose assurde ha nella testa

Sicché accade molto spesso

Che i cretini a cuor leggero

Sono certi di cambiare

il passato con un calcio

ed invece poi si dolgono

perché il calcio gli ritorna

                                                                             tra le natiche e le arrossa

Agli AMICI e a CHICCHESIA

Qui gli AUGURI mando io

Un Duemilaventi e oltre

Mando con la profezia

Che già pensa ai giorni in cui

Tutti quanti affronteremo

I problemi della vita

Senza ansie e pentimenti

Ma con tanti sentimenti

  

Sia ogni giorno sulla terra

E finché c’è tanta guerra

Tutti noi come in miseria

Rimaniamo a bocca asciutta

E abbracciare dei fratelli

Non sarà che un’illusione

Che ben presto svanirà

Io non credo nelle feste

Credo sì che un nuovo anno

Possa invece regalare

A ciascuno un po’ di CALMA

Con la calma noi possiamo

Meditar su ciò che abbiamo

Questo qui passo agli amici:

SIATE CALMI. Tu a chi lo dici?

 

 

 

 



Filast-orche

meditazioni ricorrenti

 

Nonso scrivere poesie

Scrivo versi o poco più

Se volete mi ascoltate

Altrimenti ve ne andate

 

Vogliobene a tutti quanti

Questo è certo pure ai santi

Anche se non li conosco,

E per questo vi dimostro

Quanti accolgo nel mio cuore

Voglio bene a chi è vicino

A chi viene da lontano

Al dottore e al contadino

Sono tutti amici miei.

C’è chi proprio non sopporto

E divento ahimè! Razzista,

È colui che è sì cretino

Che si lascia accalappiare

Dal politico di turno

 

Il dio Crono dai suoi sacchi 

Manda via le ore e i giorni 

Inflessibile e severo

Non si spera nei ritorni

Ecco dunque il tempo va

E per questo, oh fratel mio

Il dovere che noi abbiamo

È pensare nel profondo

Delle cose rilevanti

Guai! a fidarsi di qualcuno

Senza chiedersi: è un cretino?

Un idiota un fannullone

O soltanto un ignorante

Come sempre presuntuoso

 

Io lo soperché la gente

Non sa leggere il presente

Non ricorda il già passato

Né prevede il giorno dopo

Non si accorge, è quel che dico,

Che una volta che hai sbagliato

Non si può più rimediare

È il dio Crono a comandare

 

Stiamo attenti per favore

Meditiamo quale male

È minore di quell’altro

Molte volte qui da noi

Sono andati a governare

Gente pure incompetente

Gente che proprio in realtà

cose assurde ha nella testa

Sicché accade molto spesso

Che i cretini a cuor leggero

Sono certi di cambiare

il passato con un calcio

ed invece poi si dolgono

perché il calcio gli ritorna

 

Agli amici qui gli AUGURI

Mando con la profezia

Che già pensa ai giorni in cui

Tutti quanti affronteremo

I problemi della vita

Senza ansie e pentimenti

 

(2018)

 

 

Per gli auguri che mi fate

Tutti quanti dove state

Io vi mando in un paese

Che nemmeno credereste

Ha le strade lastricate

Di gioielli e rose rosse

Con cui scrivo: GRAZIE TANTE

 

E per questo mando anch’io

Tutti voi nel nuovo anno

 

(2017)

        

 

 Io non credo nel Natale          

Credo sì che tale e quale

Sia ogni giorno sulla terra

E finché c’è tanta guerra

Tutti noi come in miseria

Rimaniamo a bocca asciutta

E abbracciare dei fratelli

Non sarà che un’illusione

Che ben presto svanirà

Io non credo nelle feste

Credo sì che un nuovo anno

Possa invece regalare

A ciascuno un po’ di CALMA

Con la calma noi possiamo

Meditar su ciò che abbiamo

 

Questo qui passo agli amici:

SIATE CALMI. Tu a chi lo dici?

(2016)

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